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Intervista a Filippo Pagnucco alla vigilia del secondo turno playoff contro la Pianese

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Intervista a Filippo Pagnucco alla vigilia del secondo turno playoff contro la Pianese
Intervista a Filippo Pagnucco alla vigilia del secondo turno playoff contro la Pianese
Intervista a Filippo Pagnucco alla vigilia del secondo turno playoff contro la Pianese

Protagonista di un grande momento di forma, sancito dal primo gol tra i professionisti che ha sbloccato il primo turno dei playoff contro la Vis Pesaro, l’esterno della Next Gen Filippo Pagnucco, alla vigilia della seconda sfida della fase a eliminazione diretta contro la Pianese, racconta il cammino personale e della seconda squadra bianconera.

UN MOMENTO MAGICO

«Non potrei essere più felice. Abbiamo rispettato gli obiettivi stagionali e superato il primo turno dei playoff, ma siamo solo all’inizio. A livello personale vedo i frutti del duro lavoro e dei sacrifici fatti durante tutto l’anno; la crescita è costante e il primo gol tra i professionisti di domenica sera è stata un’emozione incredibile. Quando la palla è entrata non ho capito nulla per un minuto, ma la gioia più grande è stata aiutare la squadra a passare il turno».

IL PERCORSO IN BIANCONERO

«Il mio primo ricordo risale al 2020, quando entrai per la prima volta al centro sportivo di Vinovo con la mia famiglia. Mi rimase impressa la parete con le maglie dei ragazzi del Settore Giovanile che avevano esordito in Prima Squadra: un’immagine che porterò sempre con me. In questi anni ho ricevuto aiuto da tutti, dirigenti e allenatori, che mi hanno sempre fatto sentire al centro del progetto. Un ringraziamento speciale lo voglio fare a Mister Panzanaro che ho avuto ai tempi dell'Under 16: mi aiutò molto a colmare le difficoltà del primo periodo lontano da casa. Essere stato capitano della Primavera e aver esordito tra i professionisti ad Ascoli sono altri bei ricordi e tappe fondamentali, ma sento che il bello deve ancora venire».

IL DNA JUVENTUS

«Se dovessi spiegare a un ragazzo giovane cos’è la Juve, gli parlerei di rispetto: per il lavoro e per la maglia. Qui te lo insegnano come da nessun’altra parte. Oltre alla grandezza del club e alla cultura della vittoria, sono i sacrifici quotidiani a fare la differenza. Io ho cercato di apprendere questi valori fin dal primo giorno».

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LA CRESCITA PERSONALE

«In questa stagione tra i professionisti sento di essere migliorato soprattutto nella fase difensiva. Era una mia lacuna e con lo staff stiamo lavorando tantissimo per colmarla. Anche tatticamente mi sento più completo, grazie alla disponibilità a giocare su entrambe le fasce. Il mio spostamento a destra non è una novità assoluta: già l'anno scorso in Primavera Mister Magnanelli mi disse che avrei potuto giocare con profitto anche su quella corsia per via della mia capacità di usare entrambi i piedi. All'epoca, lo ammetto, non ero molto convinto di questa soluzione. Quest'anno, invece, la necessità legata agli infortuni nel reparto mi ha spinto a rimettermi in gioco in quella posizione e, vedendo i miglioramenti costanti, mi sono autoconvinto anche io. Ora non trovo più differenze, anzi: giocare a destra mi permette di accentrarmi, entrare "dentro" il gioco e sfruttare meglio il campo».

IL GRUPPO E MISTER BRAMBILLA

«Siamo un gruppo speciale, composto da ragazzi umili che amano stare insieme anche fuori dal campo. Con alcuni di loro, come Savio, Anghelè, Fuscaldo o Turco, siamo cresciuti insieme - anche in convitto - ed è bellissimo trovarsi ora in Next Gen. Mister Brambilla è fondamentale: è un maestro con i giovani e conosce la categoria come pochi. Il rapporto con lui e lo staff è basato sul confronto quotidiano; i risultati che stiamo ottenendo sono il frutto della qualità del lavoro svolto in settimana».

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VERSO LA PIANESE

«Dall’ultima gara contro la Vis Pesaro abbiamo imparato che non bisogna mai abbassare la guardia: sul 2-0 abbiamo calato l’attenzione e ci hanno ripresi. Ci servirà da lezione per la sfida contro la Pianese. Non siamo una squadra che può limitarsi a gestire il vantaggio del doppio risultato a favore: dobbiamo scendere in campo per vincere. Loro si difendono bene, servirà qualcosa in più da parte di tutti per portare la partita a casa».

IL SOGNO PRIMA SQUADRA

«Ripensando alla convocazione con la Prima Squadra in occasione della trasferta di Lecce dell’anno scorso, le emozioni sono ancora vivissime. Se chiudo gli occhi mi viene in mente tutto: il viaggio, la merenda prepartita, l'atmosfera dello spogliatoio e il calore dei tifosi fuori dall'hotel. È stato il coronamento di un sogno che, a distanza di un anno e mezzo, forse non ho ancora realizzato del tutto. Per un ragazzo che fa il mio percorso, respirare l'aria dei grandi è una spinta incredibile. Quel momento rappresenta un punto di arrivo, ma soprattutto uno stimolo costante: lavoro duramente ogni giorno con l'obiettivo di far sì che quelle sensazioni possano ripetersi con frequenza. Il mio futuro è ancora tutto da scrivere, ma so che passa attraverso il sacrificio quotidiano qui in Next Gen».

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